Fuga dai parenti
Durante le vacanze natalizie, mentre fuori i giorni scorrevano lenti tra luci, panettoni e tombole in ordine sparso, e soprattutto nell’attesa degli ultimi episodi di Stranger Things, dopo “solo” dieci anni, i nostri giovani hanno scelto un finale d’anno alternativo.
Così piuttosto di sentire l’ennesimo “AMBO” alla prima estrazione: loro sono scappati nei palazzetti che sanno di chiuso, con termostati eroicamente bassi, bus che partono all’alba e partite che profumano vagamente di panettone, zampone e parquet usurato.
È stato un viaggio collettivo, un mosaico di tornei che ha raccontato chi siamo e chi stiamo diventando.
Gli Under 14 di Lainate hanno aperto i giochi al Memorial Pietro Testi con una vittoria tirata contro Trecate, sono inciampati contro Bat Viola, ma hanno saputo rimettersi in piedi con stile. La finale per il terzo posto contro Novate è stata una prova di maturità: una seconda metà di gara convincente, solida, da squadra che sta crescendo.
I 2009, nel quadrangolare di fine anno, hanno deciso di fare sul serio: prima la vittoria contro Saronno 2010, poi una finale ad altissimo ritmo contro Saronno 2009. A settembre, contro gli stessi, avevamo perso di 35. A dicembre, abbiamo vinto segnando 95 punti. Il campo ha parlato chiaro: questo gruppo sta crescendo forte. E la firma finale è stata quella di Noè De Luca, miglior marcatore e MVP del torneo.
Gli Esordienti 2014 hanno vissuto un’esperienza “educativa” in un torneo dal format particolare, diremmo da sottosopra. lo United for Taci li ha mescolati con ragazzi di altre società, creando squadre nuove con nomi che ripercorrono la carriera di Tarcisio Vaghi. Una piccola lezione di basket, convivenza e adattamento, dove ogni nostra giovane promessa ha trovato spazio e responsabilità.
Gli Under 15, nel Torneo BAT, hanno conquistato un terzo posto di valore e visto Andrea Perna brillare come miglior marcatore e membro del quintetto ideale: un segnale di continuità e solidità.
E poi c’è stata Poreč, la prima trasferta internazionale sia per PuntoeBasket sia per gli Under 14. Quattro giorni di sole, mare e inglese improvvisato, alternati a lezioni più fisiche sul campo che hanno lasciato il segno in tutti i sensi. Avversari più grandi, più strutturati, più abituati a certi ritmi: una sfida continua, dentro e fuori dal parquet, che ha costretto i ragazzi a uscire dalla comfort zone e ha tirato fuori da ognuno qualcosa che forse non sapeva nemmeno di avere. Le risposte sono state tutte positive, e il percorso è apparso più chiaro proprio mentre si complicava. E così, tra ferri sul campo e pali in hotel, qualcosa l’hanno imparato davvero.
Alla fine, questo Natale non è stato un semplice elenco di tornei, ma un racconto di crescita, ogni squadra ha portato a casa un pezzo di sé, ogni ragazzo un passo avanti, ogni coach una conferma. Un dicembre ed un inizio anno che non si dimenticano facilmente.
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